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    March 21

    Febbre a 90

    "Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose. Dopo un pò ti si mescola tutto in testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perchè l'Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l'Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo...Ok, va bene tutto, ma non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro. Come fai a capire quando mancano 3 minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce, stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient'altro nella testa. E poi il fischio dell'arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato l'elemento cruciale in tutto questo, rende la cosa speciale; perchè sei stato decisivo come e quanto i giocatori e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio? E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio e che male c'è in questo?.....anzi è piuttosto confortante se ci pensi." Febbre a 90° Nick Hornby
     
    Dedicato a tutti gli irrimediabili malati di calcio, ai quali è stata diagnosticata questa incurabile ma stupenda malattia.... E a tutti quelli che da questa patologia si sono salvati dico due cose, la prima è: non cercate di capirci, se non ci siete dentro non ci riuscirete mai, e infatti non c'è mai riuscito nessuno fino ad adesso.. La seconda è: non sapete cosa vi perdete.......
    March 20

    17 marzo 2007, SanPatrizio è di casa a Roma...

    Guardo l'orologio... le 10:30.. Tardi, troppo. Mi devo fare una doccia, e poi c'è Giulia che mi aspetta, la partita, San Patrizio, Smirzo, ò! Ferma, stop, una cosa alla volta. Mentre scendo dal letto spostando la coperta, faccio ordine nella mia testa, arriverò in ritardo ad ognuno dei miei appuntamenti oggi, già lo so, non è il miglior modo di iniziare una giornata ma va bene lo stesso.. Caffè.

    Salgo sul treno, il rumore delle porte che si chiudono accompagnato dal fischio del capotreno ormai suona come il rumore delle chiavi nella serratura quando arriva qualcuno a casa... Ci si mettono anche le ferrovie a tardare ulteriormente la mia giornata... destino, penso..

    "Ao, la punta è mezz'ora prima a piazzale Clodio, perchè ce ne sta una con gli altri davanti scola... ce stai?" Poche parole, ma mi sembra di capire che Smirzo ci sarà... Mentre attacco saluto Giulia, "E' tanto che non ci vediamo come stai? E tutto questo tempo? Che hai fatto?" Le solite frasi che si dicono quando si rincontra una ragazza dopo un bel pò di tempo mi accompagnano a Piazzale Clodio, dove c'è Smirzo che mi aspetta, o almeno dovrebbe.. E' in ritardo.. Come ti sbagli..

    Abbiamo fatto tardi, troppo, il motorino sfila tra i semafori per raggiungere in fretta Piazza del Popolo, manca poco meno di mezz'ora all'inizio della partita e noi siamo ancora in giro..

    La piazza si apre ai nostri occhi offrendoci uno scenario da finale dei campionati europei, stand, maxischermo, transenne, e, soprattutto, un discreto numero di persone, Italiani e Irlandesi uniti, d'altronde questo è rugby..

    Optiamo per la pizzeria dietro la piazza, calzone e latta di Peroni, brindisi a SanPatrizio e giù, il mio fioretto ha retto, il primo sorso di birra dopo una settimana ha il sapore del sole dopo un temporale. Prendiamo posto tra la folla e nel frattempo Flavio e Max ci raggiungono accompagnati da ottime 33 di Birra Castello... "Salute e buon SanPatrizio!", secondo brindisi, e non sono nemmeno le due meno venti.. Promette bene la giornata, tanto che mezz'ora dopo sono li che brindo con l'amata Peroni da 33..

    La partita finisce, l'Irlanda vince ma quest'Italia esce con onore, finalmente un 6Nazioni da applausi.

    Con l'ultima meta finisce la partita ma inizia il nostro SanPatrizio, quest'anno speciale vista la presenza dei 17000 Irlandesi al seguito della squadra, anche loro sono pronti a festeggiare condividendo con noi pinte e canti di lotta. La nostra prossima tappa è lo Shamrock, da qui al Colosseo bisogna attrversare via del Corso, piazza Venezia e via dei Fori Imperiali.

    Procediamo verso la meta e la mia mente, non lucidissima lo ammetto, specialmente dopo la sosta al supermercato per "rifornimento alcol", si muove confondendo maglie azzurre e verdi in un unico fiume che procede tortuoso per le vie di Roma, i rumori dei clacson, dei motori e delle persone intorno a me sono la strana colonna sonora del percorso.. Non penso di aver mai girato per le vie del centro con una brigata senza dare troppi segni di lucidità mentale... Arriviamo allo Shamrock..

    Pinte, musica, grida, risa, la telecronaca della partita, persone ammassate e in fila al bancone, la fila per il bagno, si sono nel posto giusto. Finalmente aggiungo, un pezzo di Irlanda all'ombra del Colosseo, chi l'avrebbe mai detto che sarei riuscito a respirare quell'aria così familiare ma così distante proprio nella culla della civiltà Romana...

    Pinte su pinte, ormai siamo un bel gruppetto e siamo fuori dal pub assieme a decine di persone, ormai l'alcol mi ha preso per mano, ormai la parola lucidità si è presa una pausa per quanto riguarda la mia mente.

    Quando sono le sette di sera sono li a ridere, cantare e sperare di vincere il cappellone della Guinness, sono bello e andato..

    Ci salutiamo, ma la serata non è finita, è solo rimandata di un'ora, punta al Four. Mi avvio al motorino con Smirzo chiedendomi se riuscirà a portarci fino a casa visto che non è poi così più lucido di me..

    Ore 21:30 circa, primo caduto del SanPatrizio 2007, Smirzo alza bandiera bianca e stramazza sul letto augurandomi la buona serata...

    Al Four è la bolgia più totale, nel frattempo la brigata cresce sempre più.

    Ci saranno 300 persone tutti con birra in mano e cappello in testa, la festa prende il via. Mezz'ora di fila per prendere una pinta, ogni 5 minuti qualcuno che conosco che mi ferma per salutarmi, musica dal vivo al piano di sotto, sono solo alcuni dei tratti fondamentali di SanPatrizio al FourGreen.

    La serata si protrae fino alle 3:00 quando siamo i soliti noti dentro al pub a ridere e scherzare con camerieri e padroni prima della chiusura della mescita, c'è anche Smirzo....

     
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